domenica 21 dicembre 2014

L'italiano morboso

Oggi parlo di un tema serio. L'italiano morboso. E' infatti di questi ultimi anni un nuovo, morboso atteggiamento italiano verso la cronaca nera che sta raggiungendo livelli davvero infimi.
La cronaca nera è diventata ormai molto più che semplice cronaca nera: il giornalista si trasforma quasi in investigatore, cercando di reperire ogni sorta di particolare scabroso, ricordo scioccante, interroga vicini, parenti, amici, conoscenti, datori di lavoro, qualsiasi persona gli possa fornire il più nero dettaglio da sbattere in prima pagina.
Recentemente è anche venuta all'attenzione del popolo il fatto che Barbara D'Urso (che potremmo considerare la regina del morboso in Italia) stia davvero superando ogni limite.
Adesso ve ne accorgete?
ADESSO?
Torniamo indietro di qualche anno, precisamente di 12 anni fa quando l'Italia si svegliò scioccata a seguito dell'omicidio di un bambino di tre anni. Il delitto di Cogne. Anna Maria Franzoni. Quante volte Vespa ne ha parlato a Porta a Porta? Vi ricordate il famoso plastico che Vespa faceva vedere? Perchè lì nessuno ha mai parlato? Perchè nessuno ha mai fatto notare il morboso dietro quel plastico e tutti quegli psicologi che in fondo in fondo potevano trovare un modo migliore per impiegare il loro tempo che andare a Porta a Porta a parlare di un crimine così complesso.
Oppure torniamo indietro nel 2010, il Delitto di Avetrana, Sarah Scazzi, la ragazza di quindici anni strangolata dai parenti, a quanto pare. Quanto clamore? Quante interviste? Quanti articoli, speciali, paginoni centrali su ogni quotidiano sono stati fatti?
E ammettetelo: quanti di voi se li sono letti e visti?
Il punto è che il lato morboso di questi fenomeni, di cui potrei continuare la lista, è un lato senza dimensione. Nella maggior parte dei casi questi articoli o questi speciali non danno in realtà alcun tipo di notizia. L'unica cosa che fanno è nutrire l'immaginario dell'italiano medio e dei forcaioli che passano le ore su Facebook e simili gridando alla gogna per ogni colpevole, giustizialisti senza capo nè coda che hanno accanto a loro, nella loro piccola stanzetta, il forcone lucido e pronto per prendere parte alla folla che vorrebbe linciare il colpevole di turno.
Senza considerare che i crimini, specialmente quelli per cui la gente si indigna (ed è giusto indignarsi, ma non superare quella sottile linea tra indignarsi e urlare alla pena di morte), non sono né di semplice risoluzione, né tanto meno di semplice COMPRENSIONE.
E' facile infatti dire "assassina! meriti la pena di morte! Dovresti morire!" a una madre che uccide il proprio figlio. Ma quello che ho imparato grazie a un grande professore che adesso, purtroppo, non c'è più, è che i delitti non sono mai così semplici.
Ed è quello che è successo nel caso più recente in cui la probabile colpevole, una madre, è stata messa sulla gogna senza in realtà prendere in considerazione che probabilmente dietro quella madre c'è una malattia. Che in molti avevano visto e che in molti avevano ignorato. Non è una giustificazione. Rimane un delitto orribile, ma la gente finalmente, almeno alcune persone, ha finalmente messo giù il forcone e ha detto "Hey, però.. Non è così semplice..."
E mentre finalmente alcuni giornali hanno cominciato a capire che questa curiosità morbosa sta arrivando al limite, programmi come quelli condotti da Barbara D'Urso non fanno altro che paragonare il gossip di veline e calciatori a delitti complessi che non avrebbero ragion d'essere in uno studio dove poco prima si è parlato "Dell'ultimo amore di sto cazzo".
Sfruttano solo il dolore. Sfruttano l'empatia della gente, di quella gente che non capisce che fondamentalmente alla D'Urso non frega un beneamato cazzo delle persone di cui sfrutta gli avvenimenti dolorosi, non frega nulla delle lacrime, delle vite, delle morti.
Cerca solo ascolti.
Ma... non atteggiamoci come se questo fenomeno sia saltato fuori solo adesso.
Che sia solo lei a farlo.
Tutti lo fanno.
Tutti sfruttano dolore e morte per gli ascolti.
Solo adesso vedo gente indignata. Perchè?
Solo adesso vedo gente che storce il naso per questi programmi.
Perchè?
Lo sfruttamento della curiosità morbosa è da anni ormai che circola.
Vogliamo ricordarci del Delitto di Erba? Dove tutti saltarono addosso al padre marocchino (perchè, diciamolo avanti, aveva l'unica colpa di essere marocchino) e poi alla fine i colpevoli erano i due vicini, italiani, perbene, all'apparenza normali?
Allora smettiamola noi, in primis. Smettiamola di fare i forcaioli su facebook. Smettiamola di calarci nelle vesti di investigatori e pubblici ministeri, urlando al colpevole.
E voi giornalisti, fate i giornalisti. Non gli investigatori. Non sfamate la curiosità morbosa che c'è in ognuno di noi.
Piano piano ci disintossicheremo e forse riusciremo a vivere in un mondo in cui la morte non sarà motivo di ascolto in tv.

martedì 25 novembre 2014

25 Novembre: Giornata contro la violenza sulle donne

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne.
La giornata
Contro
La violenza
Sulle Donne.
Viviamo in un paese in cui bisogna istituire una giornata contro la violenza sulle donne.
Uomini (e anche donne, perchè, vogliamo per favore ricordarlo, a volte le donne che giudicano le vittime di stupro e violenza sono quasi peggio degli stessi aguzzini), mi rivolgo a voi: a voi che alzate la mano sulla vostra donna, su vostra figlia, a voi che violentate una ragazza, che sia in discoteca, per strada mentre torna a casa o in casa vostra.. mi spiace facciate parte di quella fetta di persone chiamate uomini. Non lo siete.
Non voglio spargere odio oggi, ma una giornata non basta. Un giorno solo e poi torniamo a parlare di altre cose non basta. Non è sufficiente.
Non è sufficiente condividere un'immagine su facebook e poi dimenticarsi di tutto. Non è sufficiente.
Non è abbastanza fare le indignate per una giornata e poi tornare alla vita comune, domani.
Bisogna cominciare a capire che non ci si può più aspettare nulla, che non si può agire solo a fatto compiuto. Che ci deve essere a monte una soluzione diversa.
Che bisogna insegnare, purtroppo è così non c'è nulla da fare so che sembra nazifemminismo, ma è così, agli uomini che NO vuol dire NO e che può essere detto SEMPRE. Che non c'è un "SE L'è CERCATA" o "VESTITA COSì, LO VOLEVA LEI." Che non si può più dire o pensare: "MA è SOLO UNO SCHIAFFO!". Ne basta uno solo.
Un solo schiaffo. Ci sono cose che non lasciano neanche lividi, all'esterno, ma lasciano profonde cicatrici all'interno dell'anima, cose che ti fanno svegliare la notte urlando anche anni dopo.
Cose che molto spesso vengono sottovalutate, prese sotto gamba, ridotte, giustificate.
A volte proprio da noi donne.
A volte siamo proprio noi a dire se l'è cercata.
A volte siamo proprio noi, che oggi facciamo le indignate, a dare della puttana a qualcuno perchè porta una minigonna.
Questo non è un argomento semplice.
Non è una cosa semplice su cui scrivere.
E' così vasto che non basterebbe un intero blog per parlarne.
Ma ci sono cose che vanno dette, TUTTO L'ANNO, non solo oggi.
Non basta una giornata, per cambiare le cose. Non basta un singolo giorno per far sentire quelle donne meno sole, per dar loro la forza di cambiare, per dar loro il supporto necessario per abbandonare quelle violenze, per lottare.
Non basta un solo giorno per cambiare le cose.
E' la mentalità che deve essere cambiata.
E' il pensiero alla base che deve essere cambiato.
La giornata contro la violenza sulle donne deve essere ogni giorno, deve esistere ogni giorno.
Devono cambiare i leoni da tastiera che giustificano le violenze subite da altre donne, devono cambiare quelle persone che letto un articolo su una violenza vanno a fare il processo alla vittima e non al carnefice.
Deve cambiare il punto di vista alla base.
Bisogna cambiare prima, non dopo.
Prima che il sangue macchi le mani di quelli che vengono definiti "uomini". E che macchiano le loro mani con il sangue delle mogli, delle ex fidanzate, delle figlie. A volte delle nipoti, casi in cui la violenza viene perpetrata da una visione patriarcale in intere generazioni.
Bisogna pensarci, sempre.
Non un solo giorno.
Non solo oggi.
Ma anche oggi.
Perchè là fuori, a voi che nascondete i lividi prima di uscire, a voi che avete paura, che vi rinchiudete a piangere nel bagno, che vi sentite perse, che pensate di poterlo cambiare, quando non potrà cambiare, che avete paura, ma non solo paura di lui, ma paura di dirlo: non siete sole.
Non siete sole e per ogni voce che si alza, un'altra prenderà forza.
Ma c'è bisogno di avere un supporto alla base, un aiuto. Non basta una legge.
Non basta un giorno.
Perchè per noi oggi finisce a mezzanotte.
Per alcune invece è solo un altro giorno di lacrime.
E postare una foto su facebook, non cambierà la loro vita.

venerdì 21 novembre 2014

Io sto per i cavoli miei

Gente! Congratulazioni! Avete toccato il fondo! A meno che adesso non vogliate raschiare il fondo con i denti, fermatevi qui. Nel mio ultimo blog ho parlato del ragazzo che ha esultato per la morte del Presidente Moltrer. Dopo una settimana... ancora se ne parla.
E non solo.
Pazzia. Cieca pazzia. Se dopo un coppino dietro alla testa dandogli del cretino, tutti quanti avessero ignorato il soggetto, adesso probabilmente tutti si chiederebbero "Enrico chi?" Invece la bella idea di uno dei deputati del Trentino è stata quella di annunciare l'intenzione di denunciare il ragazzo. Ok, può starci la rabbia, ma denunciare per cosa? Se si fosse detto "E' un cretino che merita solo di essere ignorato" (Cosa che è) sarebbe stato mille volte meglio.
INVECE!
Ora ha un hashtag tutto suo.
IoStoConEnricoRizzi.

RENDIAMOCI CONTO!!!!! 
Scusate ma a me sembra un'enorme cagata. A parte che no non è un cazzo di santo messo sulla croce, è un ragazzino arrogante che ha riso della morte di una persona. Arrogante, irrispettoso, ma oh alla fine chi se ne frega. Vuole ridere? Va bene. C'è chi riderà di lui più avanti.
Ma questo arrogante adesso sente il suo ego crescere nel petto perchè un sacco di Veg e Animalari lo difendono a spada tratta, mentre i veri animalisti non hanno sufficiente forza per fare un face palm decente.

Io l'umanità a volte non la comprendo.

martedì 18 novembre 2014

Animalari e animalisti, vegetariani, vegani, onnivori e indecisi..

Vorrei iniziare questo post dicendo che ho un grande rispetto per coloro che ogni giorno si dedicano ad aiutare gli animali, che sono animalisti (veri), che li curano, li amano, li seguono... e non rompono il cazzo a nessuno se lo fanno. Sono sinceramente colpita dai vegetariani e dai vegani, che riescono a vivere senza mangiare animali e prodotti di derivazione animale. Ma ringrazio soprattutto quelli che, pur essendo vegani e vegetariani, non rompono le palle ai loro amici onnivori. Grazie.
Perchè ora ne ho abbastanza. L'ultima goccia che ha fatto traboccare il famoso vaso è stato il commento di un sedicente animalista sulla morte del presidente del Consiglio del Trentino. Il commento è: Infame, adesso sai cosa vuol dire morire. Felicissimo.
Allora, esimia testa di cavolo marcio, adesso dimmi: tu pensi sia giusto esultare per la morte di qualcuno? TU che vai in giro proclamando di amare gli animali, la natura, di combattere per chi non può farlo, di dare una voce ai vostri amici pelosetti.. TU credi di essere davvero convincente quando balli e gioisci della morte di un uomo?
C'era una volta un uomo, un poeta, che decise di attribuire al suo eroe la Pietas. La pietà, l'umanità, potremmo dire l'empatia. Quel poeta era Virgilio e l'eroe Enea, quell'Enea che una volta arrivato qui, doveva fondare la stirpe di Roma, da cui noi italiani bene o male discendiamo.
Dov'è la tua pietas, pomodoro marcio? Dov'è la tua umanità? Potevi non dire niente. Nessuno ti chiedeva di piangere sconsolato sulla sua tomba, ma questo gesto.. Queste parole sono orribili.
Vengono da una persona che di cuore non ne ha neanche mezzo. Neanche un quarto. Non ne ha.
Ma ormai non mi fermo qui. Sono stanca. Stanca perchè sta andando tutto oltre ogni limite.
Ripeto: rispetto e ammiro quelli che nella loro vita sono riusciti a rinunciare alla carne e ai prodotti di derivazione animale. Io ci ho provato in passato, non ci sono riuscita, sono contenta così. Questo non vuol dire però che io non sia attenta e interessata ai problemi del mondo animale.
L'essere onnivora (perchè sono onnivora, non mangiacarne, nè mangiacadaveri, nè altri di quei nomi stupidi e offensivi se no dovrò cominciare a chiamare i vegani gli amanti della carota..)non mi rende meno sensibile.
Così come.. ahimè... essere a favore della sperimentazione animale non mi rende per forza a favore di tale metodo in generale. Non essendoci al momento nessun metodo alternativo, purtroppo la sperimentazione animale è l'unica via che si può seguire.
(PICCOLA PARENTESI: SPERIMENTAZIONE ANIMALE NON è UGUALE A VIVISEZIONE. La vivisezione è stata bandita negli anni 90, perdonatemi non riesco a trovare la legge al momento, ma purtroppo molto animalari la usano per fare propaganda e per sorprendere la gente: vivisezione? Ma come è terribile! E infatti lo è. La sperimentazione animale è altra cosa.)
Questo NON VUOLE DIRE che io seguirò l'ipotesi della sperimentazione animale in futuro, quando si arriverà ad avere una concreta alternativa.
Però sono stanca. Sono stanca di essere giudicata come un mezzo rifiuto umano perchè alcuni vegani si sentono superiori, migliori, al di sopra del popolino, ovvero noi.
Al di sopra del popolo, ma non al di sopra di minacce di morte, auguri di beccarsi cancro, aids e tutte le malattie possibili. Auguri ai figli dei cacciatori di morire uccisi dagli spari dei propri padri, morte, insulti e orrori da chi invece, a rigor di logica o meglio A DETTA LORO, dovrebbero essere invece più dolci, più comprensivi, più pieni di umanità.
No. Niente umanità. Niente dolcezza. Niente pietà dalla setta che adora la carota.
(QUESTO BLOG NON è IN ALCUN MODO MIRATO A OFFENDERE NESSUNO VEGANO O VEGETARIANO. ALMENO NON QUELLI CHE NELLA LORO VITA NON HANNO MAI AUGURATO CANCRO O MORTE A NESSUNO E CHE NON PASSANO OGNI LORO SECONDO A VOLER INDOTTRINARE CHIUNQUE GLI STIA INTORNO. GRAZIE. VOI SIETE FANTASTICI.)

lunedì 10 novembre 2014

Dracula Untold (ReceNonRece)

Ieri pomeriggio sono finalmente andata a vedere Dracula Untold. Piena di belle speranze, ma sapendo, dentro di me, che negli ultimi tempi il mito di Dracula non ha ispirato belle pellicole. Anzi a volte ha ispirato vere e proprie stronzate. Un esempio? Dracula's Legacy. Non so se l'avete visto. Se lo avete fatto, vi immagino mentre fate sì con la testa, ripensando a quegli 85 minuti che non riavrete mai più. Almeno noi donne possiamo rifarci col tempo, perché beh.. c'è sempre Gerard Butler nel film, che è sempre una bella visione. Ma bonazzo a parte, quel film è una porcata colossale. Per chi non l'ha visto riassumerò in breve: Van Helsing riesce finalmente a catturare Dracula, ma non sapendo come ucciderlo decide di imprigionarlo in una bara d'argento fino a che non riuscirà a scoprire il modo giusto. Nel frattempo, reso immortale dal sangue del conte, decide di mettere su famiglia e già che c'è una casa d'aste. Tre ladruncoli, credendo che in realtà Van Helsing custodisca un tesoro, rubano la bara e liberano Dracula, che ovviamente comincia a spargere morti che manco la peste bubbonica. Aiutato da un suo dipendente Van Helsing tenta di fermarlo. E fin qui potrebbe sembrare un moderno Dracula. Peccato che gli sceneggiatori abbiano deciso di inserirci alcuni elementi alquanto fastidiosi: la figlia di Van Helsing che non si sa molto bene come ha in sé anche il sangue di Dracula. Lui la cerca in giro per New Orleans e lei, aiutata dall'amico del padre, riesce a scoprire come ucciderlo. E ora ATTENZIONE SPOILER: scoprono che Dracula è in realtà Giuda Iscariota (sì quello dei trenta denari).
Vi lascio immaginare la fine.
Poteva anche risultare carino, ma troppo forzato. Voto due su cinque e solo per Gerard Butler e Jonny Lee Miller  che alla fine fanno il loro dovere. Più o meno.
Quindi quando ieri mi sono seduta in poltrona le mie aspettative erano bassissime. Per me Dracula rimane Gary Oldman nel film di Francis Ford Coppola, l'unico che abbia impersonato Dracula (in epoca moderna ovviamente) in maniera decente.
La storia è interessante: Vlad l'impalatore, sovrano della Transilvania, combatte contro i Turchi, difendendo la sua terra. Quando i Turchi chiedono un compenso di 100 giovani per il loro esercito, incluso il figlio di Vlad, lui decide di combatterli, per evitare che il figlio debba subire quello che lui in passato aveva subito quando a sua volta era stato consegnato da suo padre per essere cresciuto come guerriero proprio dai Turchi. Per proteggere la sua gente decide di stringere un patto con una creatura che vive in una grotta: diventare come lui, ottenere la sua forza per distruggere i Turchi, bevendo il suo sangue maledetto. E qui cominciano le stranezze: il patto prevede che se entro tre giorni Vlad non cederà alla sete di sangue, potrà tornare a essere umano, altrimenti rimarrà un vampiro per l'eternità.
La prima parte di film non è male. Fatta bene, interessante, Luke Evans oltre che un bel vedere è anche un bravo attore e riesce a impersonare bene Vlad. La storia d'amore è dolce, delicata, non imposta, fortunatamente gli sceneggiatori hanno pensato bene di non lasciare troppo spazio ad effusioni e paroline dolci, in fondo è un film sui vampiri. Un punto positivo. Altro punto positivo sono i combattimenti: un po' confusi, ma in fondo fatti bene, coinvolgenti, nè troppo lunghi nè troppo corti. Degna di nota è anche la fotografia, che credo utilizzi lo stesso effetto usato in 300 per rendere più vivi i rossi, dando un'aria noir al film, un'atmosfera dark, ma viva. Anche i costumi e gli effetti speciali sono ottimi. Un film costruito bene che poteva dare molto di più. Ma... purtroppo qui finiscono i punti positivi. Perchè la storia viene arricchita di particolari a volte inutili, a volte proprio stupidi. Come la scena dei pipistrelli. Una scena che si poteva tranquillamente evitare. E così molte altre che mandano definitivamente il film nella sezione TAMARRATE, pur non essendo pienamente degno di tale titolo.
Ma c'è di più. Negli ultimi due minuti di film (di cui non vi dirò niente ovviamente) si percepisce quello che uno spettatore non vorrebbe mai percepire dopo un film mediocre: UN SEGUITO.
Ora io non voglio sembrare acida, ma oramai tutto quello che vediamo al cinema ha un seguito. Una parte due, anche tre a volte, specialmente nel filone fantasy horror che a me piace tanto.
Per cui faccio un sincero appello agli sceneggiatori, ai registi, ai produttori: siccome vi pagano milioni di dollari per non fare praticamente nulla, per stare seduti nei vostri loft a bere cocktail in mutande e a scrivere e decidere cosa NOI vedremo, per favore, per una volta infilatevi dei pantaloni e fate un film, UNO SOLO, che finisca alla parola fine. Niente cliffhanger del cazzo. Solo fine. The End. UNO SOLO. Fatemelo sto favore.

domenica 9 novembre 2014

Ve lo meritate

So che la cosa peggiore che io possa fare la domenica è alzarmi e con la mia tazza di caffè scorrere le pagine di Facebook. E invece ogni mattina lo faccio, è un po' come una tortura che tutti dobbiamo passare: sì, perchè tanto troveremo DI SICURO qualcosa che ci fa incazzare. Io mi sono svegliata quaranta minuti fa e sono già profondamente incazzata come una iena che ha preso con il mignolo (le iene hanno i mignoli?) lo spigolo del mobile e sta ancora vedendo le stelle dal male. Sono incazzata come una biscia nel primo giorno di mestruazioni, senza antidolorifici e con gli assorbenti sbagliati. Credo sia sufficiente. Il motivo è semplice.
Un mio amico posta su facebook uno screen di una discussione su una pagina. Si parlava di una nuova moda, una delle tante, ce n'è una diversa ogni giorno. Ma quello che mi ha fatto andare fuori di senno sono stati i commenti sotto la notizia: un putiferio di odio e rancore contro le donne che seguono questa moda. E il bello è che i commenti sono stati fatti da altre donne, manco da uomini.
Ma questo non è niente. I frustrati su Facebook ci sono e ci saranno sempre. Pace.
E' quello che dicevano che mi ha fatto incazzare. Ve ne posto alcuni, giusto per.

  • POI SI LAMENTANO CHE LE VIOLENTANO 
  • ECCO PERCHè GLI UOMINI SONO DIVENTATI TUTTI FROCI E LE DONNE NON CI SONO PIù 
  • NON C'è PIù MONDO! LA DONNA è LEI CHE VA IN CERCA DI VIOLENZE. IN QUESTO CASO è UNA PROVOCAZIONE ALLO STUPRO. 
  • NON C'è PIù PUDORE! POI SI LAMENTANO DELLE VIOLENZE 
  • SONO INORRIDITA. NON C'è PIù IL BUON SENSO. CHE POI NON SI LAMENTINO SE LE VIOLENTANO. 
(Piccola nota: ho dovuto correggere vari errori grammaticali per renderli comprensibili) 
Ma io dico.. STIAMO SCHERZANDO? 
Già viviamo in un paese maschilista, sessista, in cui il percorso lavorativo di una donna è molto spesso attorniato di proposte sessuali per salire di grado, mobbing, molestie sessuali, stupide battute, idee bigotte. Già viviamo in un paese in cui gli stupri vengono raramente denunciati perchè molto spesso il processo si trasforma in processo alla vittima e non allo stupratore. Viviamo in un paese in cui SPESSO la gente dice "Eh ma se l'è cercata." 
Cari bigotti, sessisti, ignoranti, esimie teste di cazzo, la cosa è semplice: se dovessi seguire il vostro di ragionamento allora dovrei proprio dire CHE DUE SCHIAFFI VE LI SIETE PROPRIO CERCATI. 
A mano aperta, in pieno viso, una bella cinquina che lascia il segno. 
Ma come si può dire una cosa del genere? 
Invece che insegnare il rispetto, insegnare che una donna NON SI TOCCA neanche quando va in giro con la minigonna ascellare, neanche quando ha vestiti trasparenti addosso, che NO è NO porca puttana, che si può dire sempre, che si può cambiare idea, no queste QUATTRO OCHE  (e anche più) si permettono di giustificare la violenza sessuale maschile PER QUATTRO PERLINE SULL'INGUINE. Manco fossero andate in giro nude con su scritto prendi un assaggio. 
Quattro perline sull'inguine. 
Vergogna. 
Voi non siete donne. 
Voi non siete madri. 
Voi non siete esseri umani. 
Voi siete merde. 
M E R D E. 
Le stesse merde che giustificano i ragazzi che hanno stuprato quel ragazzo di quattordici anni e che lo hanno mandato in ospedale. 
Le stesse merde che hanno detto dei figli che hanno incendiato un barbone: ma sono bravi ragazzi. 
Le stesse merde che giustificano la violenza in casa, gli schiaffi, i pugni, i lividi, dicendo sei donna, devi sopportare in silenzio. 
Io non so neanche come chiudere. Allora chiudo con questo. Un video che ho visto tanto tempo fa, con uno dei miei attori preferiti, che parla proprio della violenza sulle donne. 
Perchè se giustifichi la loro violenza, sei complice e responsabile quanto loro. 

lunedì 27 ottobre 2014

Lunedì da incubo...

Ovvero cosa mettere su quando il lunedì arriva davvero troppo velocemente... 
Ammettiamolo. Lo odiamo tutti il lunedì. Poverino lui non è che ci può fare niente: del resto se il lunedì, invece di arrivare dopo il week end, l'avessero messo... che so... dopo il martedì, il ruolo del giorno stronzo sarebbe capitato a un altro. Ma è toccato a lui. Che ci vuoi fare, è la vita.
Però ci sono lunedì in cui ti alzi e hai voglia di spaccare il mondo, di fare, di andare, di uscire, e ci sono lunedì... che se solo potessi ti gireresti dall'altro lato, metteresti il piumone sopra la testa... e chiamatemi quando arriva martedì.
Questi sono i lunedì da incubo. Quelli che cominciano davvero male. Magari ti alzi e il capo ti chiama dicendoti che oggi entri un'ora prima ed esci una dopo. Niente straordinari, ovviamente, siamo in Italia. Oppure ti alzi e il tuo compagno (o compagna) pianta su un casino per una macchia di caffè sul tavolo... e tu ancora devi realizzare chi è quell'essere che gira per casa tua, che dorme nel tuo letto e che ti urla addosso manco fosse tua madre.
Oppure le madri. Ah le madri, colonne portanti delle nostre esistenze. Quelle che la mattina ti svegli, vai a salutarle e loro.. ti INONDANO di pettegolezzi e non sui familiari. Fino al decimo grado di parentela, che non so neanche se esiste.
Vi rivelo un segreto madri: NON CE NE FREGA UNA BEATA MINCHIA.
Io non so voi, ma la mattina quando mi alzo sono uno zombie. Potrebbero chiamarmi a fare la comparsa a The Walking Dead, senza neanche bisogno di trucco. Spiaccico due parole in croce, di solito Ciao e Caffè, e lascio il cervello disconnesso fino a che non sento l'esigenza di doverlo accendere. Lasciamolo dormire ancora un po' dai... Lui che può.
Ma il gazzettino della famiglia mi obbliga ad accenderlo, perchè né ciao né tanto meno caffè possono essere considerate risposte coerenti ai gossip familiari mattutini.
Annuisco, mmh, si, ah davvero possono essere considerate risposte almeno accettabili, ma per arrivare fino a cotanta eloquenza, devo per forza collegare il cervello. Che si sveglia nervoso e che se ne sbatte altamente se la cugina di terzo grado ha trovato il fidanzato o parte per una vacanza. Me. Ne. Sbatto.

Allora per ovviare a questi lunedì da incubo, c'è una sola cosa. La musica. Come al solito. E come si affronta un lunedì da incubo? Si possono seguire due teorie.

  1. La teoria del: Ascolto musica melensa così mi deprimo e faccio pendant con il giorno, muso lungo, occhietti lucidi, vaga tendenza all'emo. (Canzone consigliata Evanescence - My Immortal che questa va bene per tutte le situazioni tagliati le vene, piangi, sei triste, depresso, Amy Lee è lì per piangere con te.) 
  2. La teoria del: Sto lunedì lo faccio a pezzi. E' la mia preferita. Aggredisci il lunedì, fallo a pezzi, fai finta che sia già martedì mentre prendi a badilate sulla testa questo lunedì. Questa teoria implica: musica A PALLA (i vostri timpani ringraziano) e musica davvero cattiva. Cattiva nel senso che mettere a palla Britney Spears non vi salverà dal lunedì (ma non vi salverà proprio da niente). Io di solito.. per ovviare al lunedì.. Metto la playlist Motley Crue Part One. 
Ok Fermi. Ecco. Playlist Motley Crue Part One. Spieghiamo. E' bello essere ossessivi compulsivi, musicalmente parlando. Se voi guardate sul mio Iphone troverete parecchie playlist, per i vari stati emotivi, per i viaggi, ma anche suddivisi sui gruppi. I Motley li ho divisi in quattro: Part One (1981-1989) Part Two (Anni 90) Part three (2000) e Part four (preferiti di tutti gli anni). 
Metto il part one perchè ha Kickstart My Heart, SOS, Wild Side, Shout at the devil e soprattutto... Bastard. 

In conclusione: scegliete la vostra teoria e dai.. che domani è già martedì. 

domenica 26 ottobre 2014

Niente Deathstars per l'Italia

Il mio intento era quello, oggi, di loggarmi, postare qualche foto e scrivere di un concerto che, sono sicura, sarebbe stato grandioso. Probabilmente stamattina mi sarei crogiolata nella sensazione paradisiaca di potere finalmente abbracciare quell'uomo meraviglioso che risponde al nome di Whiplasher Bernadotte, tastare con mano e guardare da vicino, sentire soprattutto i miei idoli suonare dal vivo e tornare a casa distrutta. Ma... quando il destino ci si mette è proprio un gran figlio di puttana. Eh si... Perchè stamattina invece mi sono svegliata sfatta unicamente perché ieri sera mi sono voluta concedere birra e vodka a volontà per dimenticare il fatto che i Deathstars in Italia non ci hanno mai suonato. Non solo, ma non ci sono neanche arrivati.

Facciamo un po' d'ordine. Il 24 mattina si sparge una voce allarmante: il pullman che porta i miei idoli è rotto. Non ce la faranno ad arrivare a Cesena in tempo per suonare, quindi prima data annullata. Il mio cuore, e so che non sono sola, prende a battere isterico. Ma arriva la notizia che Romagnano invece si farà. Romagnano Sesia si fa, quindi sabato mi preparo con una cura che non ho riservato neanche ai miei ex, parto alla volta di questo paesino vicino a Novara, in macchina con madre e sorella, la mia Fuji nello zaino, pronta a catturare ogni istante di quella splendida notte.
Ma no. Niente da fare. Non solo non si farà il concerto ma i Deathstars nel mentre hanno pure rischiato di lasciarci tutti le penne in un incendio.

Ora.. Mentre prego ogni tipo di divinità ringraziando per il fatto che i miei idoli non si siano fatti niente (grazie grazie grazie grazie), visto che solo il pensiero di anche solo uno di loro ferito mi fa male al cuore, ci sono un paio di cosette da dire.


  1. Intanto per favore datemi il nome di quel cane di meccanico. Vorrei solo sedermi con lui, magari offrirgli un grappino e dirgli: ti prego cambia mestiere. C'è un mondo attorno a te. Cambia lavoro. Se un pullman va a fuoco dopo che un meccanico ci ha messo le mani, cavolo qualcosa era terribilmente sbagliato. Allora tu, uomo, tu che hai messo a repentaglio la vita di quegli uomini straordinari, ti prego, datti al Cabaret. Datti all'alcolismo. Datti al base jumping. Datti a qualsiasi cosa, ma cambia lavoro! 
  2. Ora capisco, sono solidale, non farò la fan rompicoglioni, però.. ragazzi.. invece che ripartire su un pullman che sapete non è affidabile, non c'erano altri modi? Oh chiamavate, vi venivo a prendere io! Certo la macchina di mia sorella è un po' stretta e qualcuno sarebbe dovuto stare in braccio all'altro o nel bagagliaio, ma sono sicura che avremmo trovato una soluzione. L'organizzazione avrebbe potuto fare un lavoro migliore. Soprattutto senza mettere a repentaglio la vostra vita. 
  3. Ho sentito molti fan che si lamentavano. Vi capisco. Tornando da Romagnano, in macchina, con altri due ragazzi che si trovavano lì nel bel mezzo del nulla, eravamo amareggiati anche noi. In fondo c'è chi questo concerto lo aspettava davvero da tanto. MA TANTO. Però c'è da dire che non è che hanno deciso di non farli perchè non gli andava di suonare: è stata una serie di sfortunatissimi eventi che... capitano. Non dovrebbero capitare, ma capitano. 
Io sinceramente sono amareggiata, ma penso solo che sono felice del fatto che siano vivi, che stiano bene e che la tragedia sfiorata sia andata... in fumo (permettetemi questo gioco di parole). Con la speranza di vederli presto, sapendo quanto amano l'Italia (in fondo ci si sono trasferiti no?) e con la certezza che loro sono dispiaciuti quanto noi della situazione che si è creata. Perché sono sicura che al di là dello spavento da cui si devono ancora riprendere, loro sono seriamente dispiaciuti di non aver potuto dare ai loro fan italiani quello che meritavano. Che sì, magari siamo pochi, ma l'essere pochi non ci mette a un livello inferiore. 
Detto questo adesso andrò a farmi un caffé, ascoltando il loro ultimo cd e sperando di poter vedere presto delle date in Italia. 

We will wait for you. You'll always be welcome here guys. 


venerdì 3 ottobre 2014

Reinkaos e prospettive

Esistono giorni in cui invece che andare avanti si torna indietro. E allora io sono tornata indietro, esattamente nel 2006 e mi sono buttata nel metal svedese di frangia più estrema, con i Dissection e il loro terzo album Reinkaos. Non che fossi una verginella di black metal, né di Dissection, ma a volte le cose riesci a vedere da un punto di vista completamente diverso. Tranquilli che il mio punto di vista su Reinkaos non è cambiato: era, è e rimarrà un album unico nel suo genere.
Magico, con un'atmosfera esoterica e ricca di un non so ché di ultraterreno, che potrebbe essere spiegato solo con quello che in molti dicono, e che io personalmente credo vero: Jon, mente, scrittore, musicista e filosofo dei Dissection, che poco dopo l'uscita di questo album pose fine alla sua vita sparandosi un colpo in testa, già sapeva che si sarebbe ucciso. Non solo lo sapeva, ma credo che sia proprio quello il motivo per cui questo album è un album senza neanche un difetto, ispirato, pieno di animo, pieno di Jon, che ci ha messo dentro tutto se stesso, senza risparmiare nulla.
Onore a Jon quindi, dovunque lui sia, che sia nel Valhalla o in un ipotetico inferno, la sua anima continua a vivere attraverso questo capolavoro.

No, quello che è cambiato è la mia prospettiva di altre cose. In particolare di una persona. Il suo nome è Whiplasher Bernadotte, nome d'arte di tale Andreas Bergh, cantante, paroliere, mente e frontman dei Deathstars. Per chi li conosce, e ha un minimo di esperienza in materia, sa bene che siamo in tutt'altra categoria rispetto ai Dissection: niente black, i Deathstars sono.. beh è una bella sfida. C'è chi li definisce goth metal (ma a me sembra troppo riduttivo) chi addirittura glam metal (e non posso fare a meno di storcere il naso) c'è chi li definisce Industrial metal, io mi rifaccio proprio ad Andreas che in un'intervista disse "Noi non siamo metal." E quindi, via al genere tutto loro (comunque davvero poco importa). Dicevo, da qualche mese sono andata in fissa con loro, mi sono comprata i loro album, li ho ascoltati e ascoltati e ascoltati.. E mi fanno impazzire.
Mi fa impazzire la voce di Andreas, i testi che scrive, le musiche di Emile, mi piace tutto.
Ma proprio tutto. Anche le truzzate. Perchè diciamocelo (e non prendetevela fan dei Deathstars leggendo queste righe, io sono una di voi!!!!) alcune sfumature sono proprio trucide. Ma ci stanno tutte.

Ma questo non è un blog sui Deathstars, non su tutti almeno, ma su Andreas e sulla prospettiva. E quindi arrivo al punto. Quanti di voi sanno che Andreas aka Whiplasher Bernadotte ha fatto i backing vocals di Reinkaos dei Dissection? Se avete alzato la mano vi faccio i miei complimenti, perché io sono rimasta nell'ignoranza più totale sino a oggi. E allora mi sono andata a riprendere Reinkaos e l'ho riascoltato, facendo ancora più attenzione del solito. E allora le mie ricerche su Andreas sono andate ancora più in profondità e mi sono andata a trovare tutti gli album del suo vecchio gruppo i Swordmaster (di cui avevo sentito solo un brano perché ahimé sono difficili da trovare!) e... giuro.. La prospettiva cambia. Sapevo già infatti che Andreas possiede uno scream fantastico, ma la potenza che da subito si sente in Postmortem Tales, per esempio, è pazzesca. La mia prospettiva cambia, ma non in negativo: si amplia. Diventa più intenso l'amore per questo cantante che sa veramente fare di tutto. Che possiede voce, carisma, fascino, bellezza (e dai ragazze, anche gli occhi vogliono la loro parte, Andreas è uno degli uomini più belli che io abbia mai visto) e un'attitudine a scrivere testi unici.

Vedi quanto un venerdì può cambiarti l'esistenza. Guarda te.

lunedì 12 maggio 2014

Valter

E' quasi un anno che Valter se n'è andato. Io non posso crederci, non posso credere di aver vissuto un anno senza di lui. Non credevo ce l'avrei fatta. Eppure sono qui. A scrivere. Di lui. Perchè la verità è che quest'anno, senza di lui, è stato un anno insipido. Un anno incolore. Un anno senza perchè, senza ragione. Un anno vissuto per vivere, giusto per andare avanti.
La verità è che Valter mi manca immensamente. Perchè quando se n'è andato ha lasciato un vuoto che non poteva essere colmato, che non può essere colmato e che non potrà essere colmato.
Valter per me era essenziale. Parte di ogni giorno, di ogni sera, parte di qualcosa che non è facile spiegare. Che non può essere spiegata. Ma che mi fa crollare in lacrime come una bambina al solo pensiero che è già passato un anno.
Un anno.
365 giorni senza Valter. Un compleanno, un Natale, un capodanno, molteplici esami. Tutto senza di lui. Lui che era sempre lì, per parlare, per ridere, anche solo per stare in silenzio, fumando la nostra sigaretta.
Lui che non meritava di finire così. Che aveva lottato tutta la sua vita. Che aveva sofferto e che soffriva ancora.
L'ultima volta che l'ho visto mi ha dato un bacio sulla fronte. Come faceva sempre. Ancora lo sento, quel bacio, sento le sue labbra che mi baciano e mi donano amore.
Valter per me era più di un amico. Un fratello, un padre, uno zio.
Ho perso una parte di me che mai riavrò.
Mi manchi terribilmente.

mercoledì 5 marzo 2014

Lamento per Dexter

(questo post è dedicato a un amico che non è più qui. Per lui, per il suo personaggio, per quello che ha significato per me)

Lilith stava percorrendo tranquilla il vialetto dietro il Gatto, il club dove lavorava. Era calma, rilassata, emozionata all'idea di stare per passare un'altra serata con Dexter, il suo grande lupo nero. Un timido sorriso si affacciò sul suo viso angelico. Era felice, aveva trovato quello che cercava da così tanto tempo: l'abbraccio di qualcuno che la amava. Dopo notti passate in assoluta e fredda solitudine, aveva accanto a sé qualcuno che ogni notte la proteggeva e la amava, come nessun altro avrebbe mai saputo fare. I suoi celestiali pensieri furono interrotti. Un rumore dietro di lei aveva risvegliato i suoi sensi di lupo. Lilith si fermò, quasi senza respirare. Non fece neanche in tempo a girarsi, una morsa d'acciaio sul suo candido collo, la spinse al muro senza pietà. "Tu.. tu sei la puttana del lupo nero." Una voce maligna e piena di odio. "Stavi andando da lui vero?" Una voce flebile, dalla gola compressa di Lilith. "Vaffanculo." Uno schiaffo, dato con forza in pieno viso, Lilith sentì le guance bruciare. Guardò negli occhi il cacciatore davanti a sé. "Ti farà a pezzi per avermi toccata." "Questa sarà la sua fine. E tu ci aiuterai, Vixen." "Scordatelo." Il cellulare di Lilith prese a squillare. Il cacciatore allungò la mano libera e lo prese dalla sua tasca. Il nome di Dexter brillava sullo schermo. "Rispondi e fai la brava o ti taglio la gola." "Pronto?" La voce esitante e piena di paura di Lilith rispose, pregando che Dexter capisse, senza bisogno di parole. "Dov'è il mio piccolo lupo bianco? Dovevi già essere qua dolcezza.." "Ho finito tardi, ma sto arrivando.." Ti prego Dexter. "Hai già mangiato? Ho preparato una cosa per te." "No, devo.. devo mangiare." Il lupo, nel suo grande ufficio si fermò, preda di un'angoscia che non sapeva da cosa provenisse. "La mia Vixen sta bene vero?" "No figurati.." disse lei sorridendo. "Cacciatori?" "Si." "Tieni duro, sto arrivando." "No Dex, lascia stare davvero. Tra poco sarò da te." "Lilith cosa..." "Lascia stare davvero. Non fa niente." La lama d'argento, fredda contro la sua gola affondò. di poco, un rigagnolo di sangue cadde sul petto di Lilith. "Dex.. ti.. ti amo.." disse lei con un filo di voce. Il cuore del lupo si fermò. Sentiva la morte in quella voce. "Vixen, tieni duro." "Ti amo. Ti ho sempre amato." Lo stava implorando. Voleva morire con l'amore nel cuore. "Lilith anche io ti amo. Devi tenere duro. Sto arrivando da te." La conversazione venne bruscamente interrotta. Dexter sentì il lupo dentro di sé risvegliarsi. Nessuno l'avrebbe diviso da lei.

"E adesso aspettiamo. Ma intanto possiamo divertirci." Disse il cacciatore, tirando fuori delle corde. L'odore pungente dell'aconito.
Dexter corse come non mai. Si fermò solo per ascoltare dentro di sé la traccia del profumo di Lilith nell'aria. Unico nel suo genere, non poteva sbagliarsi. Arrivò fino alla periferia di New Orleans e lì, un capannone deserto. Entrò, nulla all'interno se non lei. Lilith, la sua Vixen, per terra. La faccia pesta, sulla pelle candida bruciature su bruciature. "Lilith.. ti prego non essere morta.. Lilith.." disse lui cercando di ricacciare indietro le lacrime. Lei aprì di poco gli occhi. "Dex.." "Piccola adesso ti porto via.." "Scappa.." Sussurrò lei. "Scappa Dex.." "Non senza di te.." "Vattene.." Un dolore nel petto, atroce, insopportabile. Dex guardò in basso, un rivolo di sangue colava fino ai suoi fianchi. Pallottole d'argento. "No.. Dex.." Lilith tentò di tirarsi su, ma le forze le mancarono. "Allora.. Dex.." disse il cacciatore. Aveva mancato di proposito il cuore. "Vuoi morire prima o dopo la tua puttana?"  "Lei non c'entra.. lasciatela andare.. è me che volete." "Più ne facciamo fuori di quelli come voi e meglio è." "Lei è innocente.." Disse Dex allungando la mano verso quella di Lilith. "Lei è innocente.." Non servivano parole fra loro. Sapevano che stavano entrambi per morire. Nella mente di Dexter si fecero spazio i ricordi di quando per la prima volta aveva posato gli occhi su quella creatura dalla pelle diafana e gli occhi blu. Di quando per la prima volta aveva sentito sulla lingua il suo sapore, di quando l'aveva stretta tra le braccia dopo le notti di fuoco che avevano passato. Di come la loro pelle bruciava al solo contatto. Di come i loro musi si erano incontrati durante la prima luna piena passata assieme. "Mi dispiace Vixen.." Sussurrò lui. "Non è colpa tua Dex.." "Ti amo piccola Vixen.." "Anche io Dex.." Lui accarezzò per l'ultima volta le sue guance, la sua pelle così morbida. Quante volte l'aveva baciata quella pelle, idolatrandola come una dea, la sua dea. Un colpo, assordante, diritto al cuore. Il lupo nero era morto. Il sangue uscì dalla sua bocca, bagnando le sue labbra, quelle labbra che Lilith amava baciare. Lei le baciò per l'ultima volta. "Uccidimi." Disse lei, guardando il cacciatore e stringendo a sé la mano di Dexter. "Sono pronta a morire." "E se invece ti lasciassi andare?" "Sono uno zombie. Senza di lui, non esisto. Sono nata per lui. Ero destinata a essere sua. E adesso che lui non c'è più io non posso più essere." Per un istante nella mente di Lilith si fece strada il ricordo di un abbraccio, il primo. "Ssh, sono qui, con te." Aveva sussurrato lui prima di baciarle la spalla per tre volte, dolcemente. Lilith poteva solo ringraziare il destino che, seppur per poco, le aveva donato l'amore di un uomo come lui. Di un lupo come lui. Se esisteva un paradiso, sapeva che Dexter la attendeva lì. "Sono pronta." disse lei. Chiuse gli occhi e il cacciatore premette il grilletto.

Lilith e Dexter morirono così, mano nella mano, occhi negli occhi. Gli occhi verdi del lupo nero negli occhi azzurri del lupo bianco. Per tutto l'amore che c'è stato tra loro, il ricordo delle notti passate assieme, presi dalla passione e dall'amore, dalla consapevolezza che tra loro c'era un legame ben più profondo, un destino che li univa senza sapere il perchè. Ma coscienti di volerlo seguire fino all'ultimo respiro.
Mi mancherai, big black wolf.