So di essere in ritardo, ma a volte ci vogliono alcuni giorni per realizzare, per elaborare, per mettere su carta. Pino Daniele se n'è andato. Per me è ancora strano dirlo, perchè con Pino io ci sono cresciuta.
Per me Pino Daniele è famiglia. Ci sono determinati artisti per me che mi ricordano mio padre, la mia famiglia: i Beatles, Mina, Frank Sinatra, Lucio Battisti e Pino Daniele.
Quando ero piccola e ci mettevamo in viaggio, spesso lunghi viaggi, magari verso il sud a trovare la famiglia di mio padre, o magari quel lunghissimo (veramente lunghissimo) viaggio verso la Spagna, mio padre, che è un grande amante della musica, metteva su della musica.
Io che ancora non possedevo un walkman, quando mi capitava riuscivo a rubare quello di mia sorella ma difficilmente capitava, ascoltavo e mi nutrivo di quello che mio padre mi donava.
E mi ricordo Pino Daniele. Mi ricordo la dolcezza di Napul'é, una canzone splendida, una poesia, che mi ricorderà sempre Napoli, una città che è parte di me, a cui appartiene metà del mio cuore. Mi ricordo quella canzone e l'atmosfera che riusciva a creare, un'atmosfera quasi magica. Chi ha visto Napoli sa che Pino aveva ragione.
E poi per me Pino ha rappresentato dei momenti splendidi con mio padre.
Specialmente quando, magari a notte fonde, mio padre prende la chitarra in mano e lo sento cantare, magari sottovoce. O quando questo succedeva sempre a Napoli, dopo la cena di Natale, quando mio zio Antonello e mio padre, assieme a mia zia Patrizia, si mettevano a cantare. E io rimanevo estasiata.
In silenzio ascoltavo e il mio cuore batteva forte, nel vedere un lato di mio padre che raramente mostrava, ma che è prezioso e unico.
Grazie Pino di tutti quei momenti.
Che la terra ti sia lieve.
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