Scrivo perché sento quell'argento bruciare sui nostri petti, bruciare perché ho visto i nostri guerrieri battersi e perdere nell'arena brasiliana. Ci ho sperato fino all'ultimo pallone. Ho sperato, ci ho creduto e con loro sono crollata in lacrime quando l'oro ci è scivolato tra le mani per finire al collo della squadra brasiliana. Ho visto Juantorena piangere e ho pianto con lui. Ho visto Giannelli, così giovane, ancora così piccolo, quasi da voler proteggere e ho visto l'ombra della delusione. Ho visto il nostro Zar e i suoi occhi di ghiaccio sciogliersi, le sue labbra accennare un sorriso, ma dietro la sua maschera ho riconosciuto la delusione di chi voleva quell'oro come nessun altro.
Non voglio parlare di punti rubati. Non voglio.
Non voglio perché il Brasile, magari, forse, avrebbe vinto comunque.
Ma quell'ombra che oscura lo scintillio della loro medaglia sarà per sempre lì. Non se ne andrà mai. Rimarrà lì, così come rimarrà quell'argento che brucia, ma che è solo un inizio. Un inizio per qualcosa di meglio. Di migliore. Di più importante.
Quello che avevamo solo un anno fa era una squadra che non poteva avanzare. Chicco Blengini ha preso le redini della nostra nazionale e ci ha fatto arrivare fino a qui.
Voglio, anche se fresca di sconfitta, ricordare questo giorno come il giorno in cui ho visto una nazionale con la voglia di vincere.
Fa male. Sì, fa tanto male. Non riuscivano a sorridere i nostri ragazzi, ma chi lo avrebbe fatto?
Eppure dovrebbero.
L'ho detto e lo ripeto questo argento vale come un oro, questa squadra ha dimostrato tanto e noi siamo pronti a ripartire.
Possiamo piangere. E piangeremo.
Possiamo incazzarci.
Possiamo lamentarci di quei punti, ma alla fine conta solo una cosa: i nostri guerrieri e dove sono arrivati. Non sono in questa partita. In tutte le partite che hanno fatto e vinto e, sì perché no, anche quelle in cui hanno perso, hanno dimostrato qualcosa. La squadra.
Sono lacrime d'argento, argento vivo, prezioso, che non rimane tale. Si modifica, si evolve, cambia e forse, chissà, presto diventerà oro.
Crederci sempre.
Per sempre.
Grazie per le grandi emozioni.
Argento, sì, ma a testa alta.
Più alta dell'oro.
Vorrei chiudere con una citazione.
Una delle mie preferite:
Non tutto quel ch'è oro brilla,
Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza,
Le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
L'ombra sprigionerà una scintilla;
Nuova sarà la lama ora rotta,
E re quei ch'è senza corona.
(JRR Tolkien)
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