giovedì 18 maggio 2017

Chris

E' come se piovesse...
Il tetto vecchio della mia anima, goccia dopo goccia sprofonda.
L'acqua filtra e sento il dolore di questa perdita.
E' da quando mi sono alzata che ascolto la voce di Chris, sapendo che non canterà più. Sapendo che quella voce è persa per sempre, registrata sì, ma persa la sua essenza.
Chris Cornell è morto.
Fa schifo questa morte arrivata troppo presto. Appena 52 anni.
Ma anche se ne avesse avuti 70, sarebbe stata tragica nello stesso modo.
Perché la morte ci travolge e non lascia niente dietro di sé.
No.. qualcosa lascia. La disperazione.
Ci chiediamo perché? Perché lui? Perché un'altra splendida voce, un altro rappresentante della musica vera, della musica fatta per fare musica. Non per vendere. Per suonare.
Per raccontare una storia.
La verità è che un perché non esiste.
E anche se esistesse, non ci sarebbe d'aiuto.
Anche se ci fosse, non sarebbe sufficiente.
Anche se il perché fosse scritto davanti a noi, sarebbe comunque ingiusto.
Quello che si può fare è schiacciare play.
Farci avvolgere dalla sua voce e chiudere gli occhi, pensando che forse, io lo spero, c'è un posto dopo la morte dove tutte le anime finiscono e dove tutti si ritrovano.
E allora se forse c'è, forse adesso Chris sta varcando quella soglia sentendo tutti noi piangere e chiamare il suo nome e guarda giù...
Guarda giù, forse desiderando un altro giorno sulla terra. Se non per noi, per la sua famiglia..
Io spero che quel posto esista.
Perché voglio credere che l'uomo non sia solo carne.
C'è qualcosa.. che vive oltre al cuore, oltre al sangue.
Qualcosa che mantiene vive le canzoni, le voci, le parole di chi ci ha lasciato.
Voglio crederci, cazzo.


On my deathbed I will pray
To the gods and the angels
Like a pagan to anyone
Who will take me to heaven
To a place I recall
I was there so long ago
The sky was bruised
The wine was bled
And there you led me on