giovedì 25 febbraio 2016

L'Italia Incivile

Testimone la mia famiglia, qualche settimana fa dissi che la legge Cirinnà non sarebbe mai passata. Non in questo paese, non con questi politici, non con queste "menti" al governo.
Quello che oggi è successo è andato al di là delle più nere previsioni: la legge denaturata, svilita, stuprata e privata di una delle sue ragion d'essere è stata approvata in Senato. 173 sì.
Peccato che non ci sia nulla da festeggiare. Quelli che adesso sbandiereranno l'arcobaleno e diranno "E' un inizio" non capiscono forse che questo non è un inizio: è la conclusione.
La becera conclusione di una battaglia che sapevamo bene di non poter vincere.
E sì che io quasi ci credevo in Monica Cirinnà: le sue parole mi sembravano sincere, il suo impegno concreto. Voleva davvero cambiare le cose, rendere questo paese un po' più civile, avvicinarlo al mondo moderno, aprire ai cittadini che di fatto vengono considerati di serie B i diritti che GLI SPETTANO proprio secondo la nostra Costituzione.
Ma tutto è svanito nel momento in cui si è mediato, nel momento in cui i diritti, che per loro stessa natura non possono essere comprati, non questo genere di diritti, sono stati MERCIFICATI per un pugno di voti e per un posto su una sedia in Parlamento.
Non ci saranno altre leggi.
Non ci saranno leggi sulla stepchild adoption.
Non ci saranno leggi che correggeranno o miglioreranno la legge Cirinnà.
Questo non è un inizio: è la fine.
La fine di una speranza, la fine di una battaglia persa in partenza.
Hanno vinto quelli che dicevano che gli omosessuali sono contro natura, che non sono famiglie quelle non composte da una madre e un padre, quelli che al Family Day, al giorno della famiglia per me sempre simbolo di amore, hanno urlato parole di odio e discriminazione. Parole omofobe e piene di rancore. Parole che nulla hanno a che fare con la famiglia.
Quegli stessi che dicevano TUTELIAMO I BAMBINI, ecco, i bambini adesso non saranno più tutelati.
Non c'è nulla da festeggiare oggi.
Non c'è nulla da festeggiare se credete davvero nell'uguaglianza, se credete di voler vivere in un paese dove siamo tutti uguali.
Non ci sono arcobaleni che tengano.
Questa legge è un contentino.
E' una battaglia persa.
E' l'ennesima dimostrazione che viviamo in un paese incivile dove i diritti del popolo sono merce di scambio per i voti in parlamento.
L'Italia resterà un paese incivile.